Manifesto dell'Arte di Marco Rindori
La mia personale poetica espressiva si basa sull’immagine, sul reale, su icone che testimoniano il tempo come agente e come agito.
Gli oggetti hanno un grande potere evocativo e riescono a fissare nella memoria attimi cui non credevamo di aver dato importanza.
Allo stesso modo alcuni gesti quotidiani fissano inequivocabilmente azione e tempo, pensiero e spazio, al di là dell’aspetto esteriore della figura umana così simile a sé stessa nel corso dei secoli,
ponendo la massima attenzione nell’atto e nelle sue componenti, plastiche e materiali.
Il tempo è sconfitto poiché esso serve per leggere il lavoro, non limita l’attenzione, è messo in subordine ed è rappresentato proprio nel dettaglio accademico, è usato per completezza d’informazione: nell’immediato e nella memoria il tempo obbedisce e non condiziona.
La suggestione dei ricordi, siano essi remoti o prossimi, agisce sul metabolismo delle emozioni e le rende protagoniste nella scelta dello stato d’animo con il quale osservare la scena.
La realtà, superiore a qualsiasi fantasia nel modificare la percezione di se stessa che singolarmente avvertiamo, è composta come un mosaico da tessere ed ogni tessera ha in sé il peso di tutta la composizione; diventa così estremo il ricorso a dettagli ed alla tecnica rigorosa e classica per rappresentarli e rappresentarne il significato evocativo, affabulatore.
La luce, al pari dell’emozione, modifica la visione della scena e mi aiuta a creare contrasti di tono e colore come note musicali, come una planimetria nella quale riconoscere scene e luoghi familiari, come rivedere un’immagine nota ma distrattamente obliata.
Se consideramo l’Arte come guardiana e testimone del tempo in cui si attua, il mio modo di fare arte vuole rendere omaggio anche alla storia ed all’evoluzione artistica, considerando ed adoperando i mezzi espressivi contemporanei che tuttavia, per contrasto, esaltino la valenza accademica in omaggio all’intelligenza ed alla sensibilità dello spettatore.
Le correnti artisitiche,con il loro riflusso, mi hanno convinto ancora di più sulla posizione baricentrica della figurazione ed è sorprendente la poliedricità di soluzioni emotive che il dettaglio
suggerisce quando si è in presenza di autentica curiosità di scoperta, durante il dialogo con quanti
hanno note e sensibilità comuni alle mie, o anche opposte, in uno spirito di confronto ideale. |